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Il Blog di Castiflex

Dormire bene nel comfort di casa tua!

Le “cose nuove” di Castiflex

Le cose nuove regalano sempre nuove prospettive e ci fanno guardare al futuro con grande ottimismo: sono proprio queste le sensazioni che stiamo provando noi nel presentare il nostro nuovo sito internet.

L’emozione è doppia se pensiamo che abbiamo costruito questo progetto perché fosse il più possibile come noi.
Come recita il pay off “Casa Castiflex” è facile da intuire e con tutti i nuovi prodotti di design esclusivo traspare la dedizione e la voglia di accettare sempre nuove sfide.

Questo sito siamo noi.

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Earthing: la pratica che promuove il contatto con la terra e migliora la nostra salute

Camminare senza scarpe fa bene alla salute. Sembra un’affermazione scontata, eppure non lo è. Non parliamo infatti dei benefici che camminare scalzi fornisce al microcircolo, ad esempio, ma proprio a una vera e propria scoperta che parla di uno scambio diretto, tra terra e corpo, di elettroni: l’earthing.

Spesso ci siamo soffermati a parlare dell’impatto negativo che l’inquinamento ambientale può avere sulla salute umana. Eppure, esiste un fattore, spesso trascurato, che genera degli effetti positivi sul nostro corpo: il contatto diretto con gli elettroni presenti sulla superficie della Terra.

Earthing: cos’è e quali sono i suoi benefici

Questa interessante teoria è stata portata avanti da alcuni scienziati statunitensi (Gaetan Chevalier, James Oschman, Stephen Sinatra e Martin Zucker). Gli studiosi hanno spiegato come la connessione con la terra possa influire su fisiologia e benessere umani.

La “messa a terra”, secondo questi scienziati, comporterebbe alcuni benefici importanti, tra cui un migliore riposo e la possibilità di ridurre gli effetti della presenza di cortisolo nel nostro organismo.

Non solo, secondo le ricerche condotte, risulterebbe che quando si è connessi a terra, il potenziale zeta (che misura la viscosità del sangue) aumenta e il sangue risulta essere più fluido. Di conseguenza, diminuisce la pressione sanguigna.

Questione di scambio di elettroni

Il punto centrale di questa teoria, in pratica, è che lo scambio diretto tra la nostra pelle e gli elettroni che si trovano sulla superficie terrestre neutralizza le molecole instabili del nostro organismo, causa di molti malesseri fisici. Parliamo di radicali liberi, di cortisolo, di reazioni che attaccano il sistema immunitario, infiammano i nostri organi e causano l’invecchiamento cellulare.

I benefici sul cuore

Uno studio pubblicato a febbraio 2013 dall’Università della California Irvine dimostra inoltre che praticare l’earthing (questo il nome della “messa a terra”), diminuisce i rischi cardiovascolari come infarto e ictus.

Nei soggetti esaminati durante la ricerca, inoltre, si è osservata una diminuzione dei disturbi del sonno, di dolori muscolari e articolari di vario genere, artrite, diabete e asma.

 

Ecco un elenco di fattori che, secondo queste teorie, vengono influenzati dalla messa a terra.

  • La presenza di cortisolo nel sangue. Abbiamo già visto come la presenza di cortisolo nel sangue sia uno dei principali indicatori di un eccesso di stress. Questa sostanza, chiamata appunto anche ormone dello stress, porta con se una serie di conseguenze negative. Tra tutte, un indebolimento del sistema immunitario, problemi alla tiroide e altro. La messa a terra normalizzerebbe la secrezione di cortisolo durante il sonno.
  • Le infiammazioni croniche. L’azione dei radicali liberi, ma non solo, determina malattie che hanno come conseguenza infiammazioni, artriti, asma e altri problemi, anche gravi. Sembra che l’earthing carichi elettricamente i radicali liberi. Li stabilizza e gli impedisce di attaccare le cellule sane.

Certo, sembra impraticabile l’idea di dormire a contatto col terreno o camminare tutto il giorno scalzi, ma, ogni tanto, è una cosa che si può fare. Serve per liberare il nostro corpo da tensioni negative e particelle dannose per il nostro organismo. Camminare, inoltre, come abbiamo detto all’inizio, aiuta il nostro sistema cardiocircolatorio. Non solo, permette di scaricare i pensieri, ci consente di ritrovare il nostro contatto perso con la natura e rallenta i nostri ritmi. La chiave è trovare un luogo adatto per farlo e usufruire del nostro rapporto perso con la natura.

Fonte

NATIONAL SLEEP FOUNDATION: LE NUOVE TABELLE CON LE ORE DI SONNO RACCOMANDATE PER FASCE DI ETA’

Un panel di esperti raccomanda nuove durate di sonno per ciascuna fase della vita.
La National Sleep Foundation (NSF), insieme a un gruppo di esperti multidisciplinari, ha pubblicato le nuove raccomandazioni per appropriate durate di sonno.
La relazione raccomanda durate di sonno adeguate per i diversi gruppi di età. I risultati sono stati pubblicati sulla Gazzetta ufficiale della National Sleep Foundation.

In sintesi:

Neonati (0-3 mesi): 14-17 ore al giorno (in precedenza era 12-18)

Neonati (4-11 mesi): 12-15 ore (in precedenza era 14-15)

Bambini (1-2 anni): 11-14 ore (in precedenza era 12-14)

Bambini in età prescolare (3-5): 10-13 ore (in precedenza era 11-13)

Bambini in età scolare (6-13): 9-11 ore (in precedenza era 10-11)

Adolescenti (14-17): 8-10 ore (in precedenza era 8.5-9.5)

Giovani adulti (18-25):  7-9 ore (nuova categoria di età)

Adulti (26-64): 7-9 ore

Anziani (65+): campo di sonno è 7-8 ore (nuova categoria di età)

 

“Questa è la prima volta che una organizzazione professionale ha sviluppato una tabella con la durata del sonno consigliata specifica per età sulla base di una rigorosa revisione sistematica della letteratura scientifica mondiale in materia durata di sonno per la salute, le prestazioni e la sicurezza”, ha dichiarato Charles A. Czeisler, presidente del consiglio di amministrazione della National Sleep Foundation, Professore di Medicina del Sonno presso la Harvard Medical School. “La National Sleep Foundation fornisce tali linee guida scientificamente fondate sulla quantità di sonno di cui abbiamo bisogno ogni notte per migliorare la qualità del sonno di milioni di individui e genitori che si affidano a noi per queste informazioni.”

“Le raccomandazioni della National Sleep Foundation possono aiutare gli individui a mantenere durate del sonno salutari. Possono inoltre essere un utile punto di partenza per le persone per valutare il proprio sonno con il personale medico” ha detto David Cloud, CEO della National Sleep Foundation.

Le raccomandazioni sono il risultato di vari cicli di voto di consenso dopo una revisione completa degli studi scientifici pubblicati sul sonno e la salute. Il gruppo di esperti comprendeva sei esperti del sonno e esperti provenienti dalle seguenti organizzazioni:

– American Association of Anatomists

– American Academy of Pediatrics

– American College of Chest Physicians

– American Geriatrics Society

– American Neurological Association

– American Physiological Society

– American Psychiatric Association

– American Thoracic Society

– Gerontological Society of America

– Anatomia e Fisiologia Umana Society

– Società per la Ricerca in Sviluppo Umano

– Congresso Americano di Ostetrici e Ginecologi

Dormire fa bene alla salute

Dormire fa bene alla salute: un’ora in più di sonno migliora l’umore e “protegge” dalle malattie

Buonumore, prestazioni mentali migliori ma anche migliori prospettive di salute. Questi i benefici di una singola ora di sonno in più per notte, secondo l'ultima ricerca dell'Università del Surray, condotta da Simon Archer. L'esperimento ha coinvolto dei volontari suddivisi in due gruppi, a quelli del primo gruppo è stato prescritto di dormire per 6 ore e mezza, a quelli del secondo per 7 ore e mezza. Dai test effettuati è emerso che ben 500 geni

si sono attivati in modo diverso tra i due gruppi. Le conclusioni? Un’ora in meno di sonno influirebbe negativamente sui processi infiammatori, le risposte immunitarie, le reazioni allo stress, il metabolismo cellulare, con un aumento considerevole del rischio di sviluppare malattie che vanno dal diabete al cancro. Al di sotto delle 6 ore poi, questi rischi aumentano.

Il team di ricerca di Archer ha pubblicato sulla rivista Pnas ulteriori conclusioni secondo le quali ad essere alterati sarebbero ben 700 geni, molti con funzioni regolatorie che si ripercuotono su tutte le attività metaboliche dell’organismo.

Conseguenze allarmanti, considerando che dormire meno di 7 ore non è così infrequente. Si stima infatti che un terzo della popolazione dorma troppo poco, comunque meno delle 7-9 ore consigliate dagli specialisti.

La ricerca era mirata proprio a dimostrare gli effetti di una deprivazione cronica del sonno, che simuli la vita reale di molte persone, a differenza di esperimenti “drastici” condotti nel passato che tenevano i volontari svegli anche per cinque giorni di fila.

Le conseguenze della carenza di sonno sulla salute erano già note da tempo. Recentemente Nature aveva elencato i principali studi sulle ripercussioni di un sonno troppo breve. Gli effetti sul metabolismo dello zucchero equivarrebbero ad ingrassare di dieci chili, secondo Eve Van Cauter. Secondo Aric Prather sarebbero tali da vanificare l’effetto del vaccino per l’epatite B.

Per contro sarebbero positivi gli effetti di una’ora in più di sonno: per Monika Haak e Janet Mullington basterebbe, ad esempio, ad abbassare drasticamente la pressione sanguigna negli ipertesi. L’ultimo studio non fa che confermare queste pubblicazioni dimostrando, a partire dal genoma, un miglioramento generale della qualità della vita delle persone. Chi ritiene ancora che dormire tanto sia da pigri dovrà ricredertsi.

FONTE
L’Huffington Post